Scelte alimentari e buoni propositi per una corretta informazione

scelte alimentari - food crunch

Il 2016 è stato indubbiamente l’anno della presa di coscienza sull’esistenza delle più diverse scelte alimentari, spesso relegate a stolte mode, ma anche delle bufale.

E soprattutto delle verità perentorie.

Ecco, se c’è qualcosa che mi infastidisce profondamente, quando leggo post o articoli sul cibo, sono le opinioni perentorie.

I dictat. I dogmi.

E’ molto più interessante approfondire le ragioni di ciascuna delle scelte alimentari.

Un esempio su tutti.

Ognuno di noi avrà avuto a che fare con amiconi che durante l’estate hanno titolato le foto delle proprie grigliate con un “Ciao vegani!”.

Persino Motta ha voluto cavalcare l’onda della diatriba tra onnivori e vegani, tra tradizionalisti e innovatori, con uno spot natalizio francamente imbarazzante.

E chi non si è fatto un’idea ben precisa ( pro o contro) su fatti di cronaca allarmanti circa malnutrizione e veganismo, bambini e genitori vegetariani?

Abbiamo sempre bisogno di un antagonista, che sia in politica, nello sport, e adesso prepotentemente nelle scelte alimentari.

 

Allora essere vegetariani, vegani, tradizionalisti, paleo qualcosa, flexitariani (si, sono stati categorizzati anche quelli che secondo la definizione generica mangiano in modo equilibrato, carne non più di due volte a settimana, e sono attenti ad un corretto equilibrio tra gli alimenti) diventa una medaglia da appuntarsi e via, pronti a elargire le verità perentorie di cui sopra.

E mentre ci immergiamo in una rete di iper informazione, in una frenesia bulimica di articoli su cosa, dove, come, quando mangiare, d’altra parte incombe la grande riflessione post Expo 2015: cosa daremo da mangiare a una umanità affamata che cresce in modo incontrollato senza avere risorse?

Questo mentre c’è una metà dell’emisfero obesa e iper nutrita, ma soprattutto mal nutrita nel senso meno utilizzato ma altrettanto terrorizzante: malnutrito, letteralmente nutrito male.

Dunque se da una parte ci stiamo scannando in una guerra al suono di “Mangio meglio io, che mi nutro di germogli” o “ Siamo onnivori, se non mangi la carne deperirai”, nel frattempo i quesiti da porsi sono molteplici:

  • ciò che mangiamo è realmente la più sana/ più sostenibile/ più etica/ più equilibrata tra le scelte alimentari possibili?
  • ciò che la grande distribuzione ci vende è satana, gli additivi chimici sono il male? Il biologico è l’alternativa reale? E’ ancora un mercato di nicchia, per spendaccioni e mamme naturaliste?
  • come districarsi tra truffe alimentari così come dalle bufale, dalle frodi che mettono a rischio la salute, dal finto biologico al vero OGM, dal grano con le muffe alle scadenze sui tetrapack?
  • le scelte alimentari che fanno bene, che fanno male: essere vegani, vegetariani, adottare indiscriminatamente il gluten free, scegliere solo il fantomatico km 0, affidarsi ali prodotti industriali perché più controllati.
  • olio di palma, grassi vegetali, grassi animali, saturi, insaturi. La guerra tra Coop e Ferrero, è una guerra di principio o un’astuta mossa commerciale?
  • le farine bianche, cereali che fanno bene, che ci uccideranno, grani antichi, pane industriale e panificatori artigianali. Esiste una scelta giusta, equa e economicamente sostenibile?

Ma come possiamo orientarci in modo consapevole?

Ecco quindi che non possiamo esimerci dal domandone finale: come possiamo orientarci in modo consapevole, sgombro da pregiudizi e da campanilismi nel marasma di informazioni dai quali siamo travolti ogni giorno?

Cerchiamo intanto di affidarci seriamente ad esperti, impariamo a riconoscere chi vuole venderci un prodotto, un’idea.

Ricordandoci che i risultati che compaiono per primi googleando un’informazione, non sono sempre i più attendibili, ma più spesso i più cliccati.

Impariamo a difenderci da sciamani, guru, star e sedicenti tali.

Troviamoci un posto che ci sembri affidabile, competente e indipendente dove reperire le informazioni e non stanchiamoci mai di ragionare sulle posizioni contrastanti.

E diciamo no alle verità perentorie.

Il Contributor

Ilaria Ceccuzzi
Ilaria, da Roma, FoodBlogger per caso, #amicatwittettara, social addicted, stalker seriale ma con affetto. Un’ avventura iniziata per caso, facendo incantesimi e pasticci con parole, foto e ricette. Ex tre stelle Michelin in surgelati e convertita al cibo felice, sano e consapevole. Ho collaborato con Dissapore e La Voce di NY. Faccio parte della rete per il Festival del Giornalismo Alimentare.

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