La vecchia favola delle Calorie

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Un pò di storia

C’era una volta la caloria, che nacque nel 1800 da studi sulla termodinamica e che fu ben presto utilizzata in biochimica e nella scienza dell’alimentazione per calcolare i consumi e quindi il metabolismo di una persona.

Il fine era (è) quello di avere un’informazione su quante calorie fossero necessarie per vivere e soddisfare i propri bisogni.

Da qui nacque l’idea di utilizzare nelle diete dimagranti una semplice equazione: se la persona ha bisogno di 1800 kcal per vivere e io le do 1200 kcal, quella persona dimagrisce felicemente. 

Le calorie misero d’accordo il mondo scientifico e si formò così l’idea (e il luogo comune) che per dimagrire bisogna mangiare “poco” e contare tutte le “calorie” di ciò che si mangia. Un metodo semplice, intuitivo ma non sempre di facile applicazione per i pazienti.

Chi ha iniziato a fare diete 20 anni fa (e molti ancora oggi) vive ancora con la frustrazione del pesare tutto e ha spesso episodi di dimagrimenti falliti alle spalle.

Una storia ben lontana dal “vissero felici e contenti”.

Le calorie oggi

Dal mondo scientifico arriva la conferma che basare la propria alimentazione, e in particolar modo il dimagrimento, solo sul calcolo delle chilocalorie è un errore. Vediamo insieme i limiti di questa vecchia favola e i casi in cui potrebbe (ancora) essere utile.

C’è distinzione fra calorie piene e calorie vuote

Nel calderone delle chilocalorie, gli alimenti sembrano tutti uguali e perdono il loro valore e le loro funzioni quando in realtà ogni alimento ha proprietà ed effetti diversi nell’organismo. Le stesse calorie non sono tutte uguali e possiamo definirle “calorie piene” e “calorie vuote”. Con il termine di calorie piene si indica un alimento in grado di apportare all’organismo dei nutrienti utili mentre con il termine di calorie vuote si indica, al contrario, un alimento che non apporta nulla ma anzi richiede all’organismo i nutrienti per essere smaltito.

Per esempio, confrontiamo l’olio extravergine di oliva con lo zucchero bianco:

L’olio extravergine di oliva sebbene sia un alimento molto calorico è ricco di antiossidanti e di acidi grassi monoinsaturi, tutti nutrienti preziosi per l’organismo. Lo zucchero bianco è anch’esso un alimento calorico ma non apporta nessun nutriente prezioso se non il glucosio, che può essere apportato in altre forme. Essendo raffinato e sbiancato a livello industriale, per essere smaltito richiede all’organismo le vitamine del gruppo B e inoltre il glucosio di cui è composto determina un picco insulinico che porta avere più fame di prima in breve tempo.
Questo è un esempio di come due alimenti calorici possono avere funzioni diverse. Fare di tutta le calorie un fascio quindi non è utile nemmeno in questo caso!

Diminuendo le chilocalorie, il metabolismo rallenta

Il nostro corpo, nella sua meravigliosa complessità, si autogestisce: se vede introdurre meno cibo, comincia a rallentare gradualmente il suo metabolismo. Questo accade perché si attivano meccanismi cerebrali che abbiamo ereditato dai nostri antenati ai tempi del paleolitico, in cui la deprivazione di cibo viene interpretata come “segnale di carestia”.

Rallentare il metabolismo rappresenta quindi il sistema di difesa che il corpo mette in atto per non morire di fame: non appena si ricomincia a mangiare normalmente, il corpo tenderà ad immagazzinare tutto per paura di nuove carestie.

In un metabolismo rallentato, una dieta ipocalorica è inefficace

Molte delle persone che si rivolgono ad un nutrizionista (medico o biologo), spesso hanno già seguito delle diete ipocaloriche senza successo. Dopo un’iniziale perdita di peso (ma di quale peso, grasso o muscolo? lo vediamo più avanti..) i chili vengono ripresi con gli interessi, andando incontro al fenomeno delle diete a “yo-yo” in cui si alternano appunto fasi di dimagrimento e fasi di ingrassamento.

Va da sé che in un metabolismo già rallentato, a causa di diete ipocaloriche o di disturbi come l’ipotiroidismo, una dieta ipocalorica non solo è inefficace ma è anche potenzialmente dannosa.

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Nella dieta ipocalorica si perde più massa muscolare che grasso

Per monitorare la composizione corporea e lo stato nutrizionale ci sono strumenti che indicano con precisione le percentuali di massa magra, massa grassa e acqua intra ed extracellulare.

Tenere d’occhio questi parametri è fondamentale per capire se si sta perdendo tessuto adiposo (e quindi siamo di fronte ad un dimagrimento sano) oppure se si sta perdendo muscolo. Molto spesso nelle dite ipocaloriche, in special modo nei dimagrimenti veloci, è la massa magra ad essere persa anziché il tessuto adiposo. Quest’ultimo, una volta accumulato, va smaltito con degli stimoli metabolici quali alimentazione e attività fisica adeguata alla persona.

Riscrivere una favola nuova

In molti casi ridurre le calorie è utile, come nelle situazioni di iperalimentazione in cui si introduce cibo ben oltre le necessità del singolo individuo. Nel 60% delle volte però il sovrappeso non è determinato da un eccesso di calorie e credo che i tempi siamo maturi per scrivere una nuova favola, in cui questo luogo comune venga ridimensionato.

Oltre i limiti delle calorie come unico parametro di riferimento, gli studi scientifici stanno evidenziando l’importanza di altri fattori come gli ormoni, l’infiammazione da cibo, le intolleranze alimentari, l’equilibrio intestinale e le preziose funzioni che gli alimenti svolgono nell’organismo.

Il mio invito è quello di lasciare questa vecchia favola nel cassetto, affinché le nuove generazioni non siano più ossessionate dal calcolo delle chilocalorie ma dalla qualità del cibo e da fonti di agricoltura e di allevamento etiche per l’uomo, per l’ambiente e per gli animali.

 

Il Contributor

Veronica Pacella

Biologa Nutrizionista e Life Coach.
Il mio percorso di studi comincia con la nutrizione accademica, durante la quale indirizzo gli studi verso un’alimentazione che metta in correlazione i cibi con la forma del corpo. Convinta dell’unicità di ognuno, nel tempo arricchisco la mia formazione con lo studio della naturopatia, delle discipline olistiche e del life coaching. La mia missione è quella di ricordare a tutti di nutrire la propria unicità, ascoltando se stessi e coltivando il proprio benessere!

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