La stagionalità è importante. Sappiamo davvero riconoscerla?

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La stagionalità: che cos’è, che cosa significa

Ogni alimento, soprattutto quelli ortofrutticoli, ha una propria stagionalità.

Potremmo definire la stagionalità come il periodo di vita dell’ortaggio, o del frutto: il momento in cui è per noi più buono da mangiare. Ancora, è il momento in cui il frutto, o la verdura, cresce e viene raccolto dalla terra, in cui i suoi principi nutritivi sono al massimo, in cui il sapore è qualitativamente migliore.

Oggi invece vengono spesso raccolte frutta e verdura troppo presto, per essere poi trasportati e finire la loro maturazione durante il trasporto da una parte all’altra del paese o degli stati.

STAGIONALITA'Siamo quello che mangiamo

Il concetto di stagionalità si è un po’ perso, da quando non si ha più la conoscenza dei cicli della terra, quella conoscenza che era dei contadini, che i nostri nonni avevano ben presente.

Almeno, questo è quello che sembrava, anche a causa dei supermercati. Oggi, anche grazie a molte campagne di sensibilizzazione, da SlowFood e il suo motto buono, pulito e giusto, al mercato in crescita del km 0 e del biologico, la storia sta cambiando. I consumatori sono molto più attenti a cosa comprano, e alla qualità del prodotto. Tuttavia, non è sempre così.

La storia è quella che ormai abbiamo sentito e risentito.

Smettere di comprare frutta e verdura dai contadini, o in un orto, ha determinato per forza di cose smettere di avere a che fare, con chi con la terra e i suoi tempi aveva un contatto quotidiano.

La conseguenza più importante è stata che abbiamo iniziato a vedere sui banchi del supermercato tutto l’anno gli stessi prodotti. Ha iniziato a sembrarci normale trovare a gennaio come a giugno le fragole, trovare i mandarini a maggio o l’avocado tutto l’anno. La domanda crescente ha determinato una risposta continua, tanto da eliminare l’elemento incognito della stagionalità pur di soddisfare le richieste del cliente.

Era il boom economico, era il sogno di poter avere tutto ciò che si desiderava, anche a tavola.

Ma è davvero normale trovare tutte le varietà di frutta e verdura tutto l’anno?

Certo, c’è da dire che tutti i supermercati hanno sistemi e mezzi di trasporto che permettono la conservazione perfetta dei cibi anche se il punto vendita è a Trento e l’azienda produttrice di ortaggi ha sede in Sicilia. Questo permette di avere prodotti freschi dal Nord al Sud indipendentemente da dove hanno luogo le coltivazioni.

Il problema però è che nonostante la possibilità di conservare i cibi in condizioni ottimali, non è così normale trovare sulle nostre tavole le zucchine, o i broccoli, tutto l’anno.
Ogni frutta, ogni verdura cresce solo in determinati periodi e mesi – addirittura settimane.
Il nostro stesso corpo richiede di periodo in periodo i diversi nutrienti: in estate ha bisogno di acqua e di sali minerali – abbondanti nella frutta estiva -, mentre in inverno richiede molti più grassi, per conservare la temperatura nonostante il freddo. Insomma, la natura ed il corpo umano viaggiano di pari passo, e quando l’uomo smette di seguire i cicli stagionali ne perde prima di tutto in benessere.
Noi esseri umani siamo quello che mangiamo – non è solo un modo di dire – e dunque dobbiamo cercare di avere rispetto e cura nella scelta dei cibi, iniziando proprio con la consapevolezza che seguire i ritmi naturali del cibo e della terra significa rispettare le esigenze nutrizionali del nostro organismo, esponendoci a un livello di salute più alto ma anche ad un benessere psicofisico totale.

L’equilibrio sta nel concedersi gli sfizi – l’avocado a pezzettini ogni tanto è buono e sicuramente male non fa – ma cercare di imparare quali sono i prodotti di ortofrutta vicini a noi nel territorio ma anche nella stagione, per sfruttarne le proprietà al meglio.

Tuttavia, c’è da dire che non è tutto schematico come si può pensare, o come viene riportato nei calendari dell’ortofrutta, almeno non in Italia.

Il nostro paese e la stagionalità

L’Italia come sappiamo è un paese davvero particolare, lungo e stretto. Non c’è un angolo che sia uguale all’altro, una regione che abbia lo stesso clima dell’altra.

Sviluppandosi in lungo, attraversa diverse fasce climatiche, da quella più rigida delle regioni del Nord a quella torrida della Sicilia e delle sue isolette, dando luogo a scenari diversi ma anche a prodotti diversi – che poi, è il motivo per cui la cucina italiana è così buona tutta, ed è così ricca.

Non esiste cucina al mondo ricca di tanti piatti diversi come quella italiana, proprio per merito del clima e della forma del nostro paese.

Questa ricchezza la ritroviamo nel piatto, ma in modo che dipende dalle temperature e dal meteo dell’annata. Insomma, non è pensabile dire che in tutta Italia i prodotti seguano la stessa stagionalità: le fragole del Piemonte avranno certamente un ciclo di vita differente rispetto alle fragole della Basilicata, magari inizieranno a comparire più tardi, e perdureranno per più tempo.

Allo stesso modo per qualsiasi prodotto di frutta e verdura. In Italia è davvero limitante pensare di poter schematizzare la stagionalità dei prodotti, semplicemente perché le temperature variano molto a seconda del territorio.

stagionalita1Come muoversi allora tra la stagionalità e le variazioni territoriali?

La cosa migliore sarebbe sempre andare a fare la spesa dai contadini, o comunque al mercato, sempre chiedendo e informandosi sia su quali sono i prodotti del periodo sia com’è andata l’annata.
In alternativa, cercare al supermercato i prodotti della propria regione, facendo attenzione alle temperature e informandosi sui cicli della terra, rispettando il cibo di cui ci nutriamo.

Tornare alle nostre origini, parlare con le persone più anziane per sapere come riconoscere un melone buono da uno no è un patrimonio culturale del nostro paese che non possiamo abbandonare. Coltiviamolo!

“Nel mondo dei contadini non si entra senza una chiave di magia.” (C.L.)

Il Contributor

miribarone

Appassionata di viaggi, di ristorazione e di distillati.
Con le mani in pasta in tutto ciò che ha a che fare con la comunicazione, specialmente se enogastronomica, specialmente se innovativa, curiosa e divertente.
Amo il profumo del pane caldo, l’attesa negli aeroporti e la domenica mattina. Odio i broccoli, le persone troppo serie e gli occhiali appannati d’inverno.

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