Le frodi ittiche: in Italia solo un cernia su quattro è realmente una cernia

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Le frodi alimentari nel mercato ittico, sia all’ingrosso che al dettaglio sono in crescita, grida a tutta voce una ONG americana, Oceana, che ha approfondito l’argomento facendo test del DNA in 55 stati in giro per il mondo. Le frodi ittiche sono un problema più grande di quanto immaginiamo.

Ma cosa si intende per frode alimentare quando si parla di pesce e frutti di mare?

E’ semplice, quasi troppo semplice.

Ordinare un filetto di cernia e invece mangiare un pesce gatto asiatico, magari alla ligure.

Il problema, non nuovo nella ristorazione, sembra essere molto più diffuso di quanto di si pensi.
Pare riguardi l’intera filiera ittica anche se la ricerca non riporta esattamente quale potrebbe essere il rischio nella grande distribuzione.

Ovviamente, l’obiettivo dei truffatori è di tipo economico: massimizzare i ricavi a scapito dei consumatori.

Proviamo a riportare alcuni i dati della ricerca, pubblicati da Oceana e ripresi anche dall’Economist

Negli stati uniti la percentuale di frodi è pari al 24%. Ciò significa che mediamente un pesce su quattro non è quello che dovrebbe essere

La cosa spaventosa è che oltre la metà delle frodi sono fatte con pesci considerati rischiosi per la salute.

Il pesce più utilizzato è il pesce gatto asiatico, il pangasio, utilizzato per sostituire oltre 18 specie di pesci:

  • Nel 30% dei casi il pesce persico
  • Nel 20% la Cernia
  • Nel 17% la Sogliola
  • Nel 9% la Platessa
  • E altre 14 specie di pesci nel 25% dei casi

 

Frodi Ittiche

 

Il pangasio, oltre ad essere uno dei pesci più economici del mercato, è allevato Thailandia, Cambogia, in Laos ma soprattutto nel delta del Mekong in Vietman, il fiume più inquinato la mondo.

Inoltre viene mantenuto presentabile con l’aggiunta di l’E451, trivolifosfato di sodio, additivo pericoloso se assunto in grandi quantità in quanto ostacola l’assorbimento dei sali minerali.

Per questo motivo, notizia pubblicata di recente dal Messaggero, la grande distribuzione ha deciso o sta pensando di eliminarlo dagli scaffali. Alcune regioni, tra cui l’Emilia Romagna, hanno intenzione di toglierlo dai menu delle mense scolastiche.

Tuttavia, il problema delle frode persiste. Il pangasio potrà essere eliminato dai supermercati ma, ad oggi, ogni ristoratore potrà comunque servirlo al posto di una cernia. Il pangasio è il pesce più economico al mondo e permette di ricavare abbondanti filetti.

Ma qual è la situazione in Europa e in Italia?

In Europa, grazie all’introduzione di maggiori controlli, le frodi sembrano essere scese dal 23% del 2011 al 8% del 2015.

Ottimo trend ma rimane il problema che in un caso su 10 mangiamo qualcosa di diverso rispetto a quello indicato sull’etichetta o sul menu.

In Germania la metà delle sogliole testate non erano tali. A Brusselles quasi il 100% dei tonni pinna blu erano in realtà altre specie.

In Italia hanno testato 200 tra cernie, pesci persici e pesci spada. Il risultato è stato spaventoso: 164 erano qualcos’altro e la metà di questi erano specie considerate in via di estinzione e quindi tutelate dalla International Union for Conservation of Nature (IUCN).

frodi ittiche food crunch-2E quindi cosa possiamo fare per difenderci dalle frodi ittiche?

Come sempre leggere l’etichetta di quello che compriamo. L’unico modo per sapere esattamente cosa stiamo mangiando è il test del DNA.

Non ci risulta che siano effettuati controlli a campione con test del DNA nel mondo della ristorazione. E se anche ci fossero sarebbe impensabile controllare tutti gli oltre centomila ristoranti e trattorie italiane.

L’autorità applica i test invece nella grande distribuzione. Non abbiamo evidenza della frequenze e dell’efficacia ma i supermercati rimango il posto migliore per avere qualche certezza in più su quello che vogliamo mangiare.

Ma a noi i ristoranti piacciono, ci piace provarli, ci piacciono le novità. E quindi cosa possiamo fare?

Forse, prestare maggiore attenzione quando scegliamo un ristorante.

Se le recensioni riportano pesce appena sufficiente, forse non dipende dall’abilità del cuoco ma dalla materia prima. Forse sarebbe meglio evitare ristoranti con prezzi troppo aggressivi come gli “all you can eat”. Il tonno costa. Costa tanto. Sia al dettaglio che all’ingrosso.

“Guarda là ! Un pesce!”. “Ma no, è solo un’illusione ittica”
(Teomondo Scrofalo)

 

 

Il Contributor

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