Leggi l’etichetta e sai cosa compri: una pratica da trasformare in abitudine

etichetta alimenti - food crunch

Nella vita di tutti i giorni, ormai siamo presi freneticamente da mille impegni, vivendo le giornate come una tabella di marcia. Capita inevitabilmente di affrontare il momento dell’organizzazione dei pasti in modo veloce e poco attento. Di conseguenza, anche fare la spesa, diventa un momento stressante che non amiamo affrontare, e non controlliamo bene l’etichetta dei prodotti che stiamo acquistando.

Spesso andiamo di fretta al supermercato, magari all’ora di punta, lasciandoci guidare dalle offerte proposte o dalle scritte a caratteri cubitali stampate sulle confezioni.

Non ci soffermiamo realmente su ciò che stiamo acquistando.

Concorderete con me, che così facendo non avremo però la certezza di mettere nel nostro carrello i prodotti migliori, per una corretta e sana alimentazione.

Se sentite il bisogno di modificare il vostro concetto di alimentazione, quale migliore occasione se non rendere l’esigenza della spesa, un momento piacevole?

Dedichiamogli il giusto tempo e utilizziamo il nostro denaro al meglio.

etichetta prodottiProviamo un esperimento iniziando ad osservare

Per prima cosa vi consiglio di fare un esperimento: durante l’attesa alla cassa del supermercato, provate ad guardare i prodotti che il cliente davanti a voi ha messo sul nastro.

Osservate la quantità di cibi freschi, snack, piatti pronti o bevande zuccherate presenti. Cercate di immaginare come si potrebbe comporre un pasto con gli alimenti che vedete.

Vi assicuro, che questo esercizio, vi aprirà gli occhi e anche il vostro carrello subirà un drastico cambiamento.

La lettura delle etichette alimentari sarà il vostro secondo passo, in quanto sono lo strumento indispensabile per orientare tra i numerosi prodotti dei supermercati e riconoscerne la qualità.

So già che vi state immaginando a dover chiedere un part-time per poter dedicare il giusto tempo per la spesa, trascorrendo ore al supermercato e avanzando lentamente per ogni scaffale armati di occhiali e scarpe comode.

Per vostra gioia vi dico che non sarà così.

Basteranno un paio di visite al supermercato per identificare i prodotti che vi soddisfano. Le volte successive li comprerete a colpo sicuro, scoprendo che in realtà non occorra così tanto tempo per comprare ciò che vi serve.

Cercate di non farvi conquistare dalle frasi strillate o dalle immagini della confezione: una perfetta tecnica di marketing portata avanti dalle aziende per accaparrarsi subito il cliente con un’immagine che rende un prodotto, a volte di scarsa qualità, in un prodotto attraente.

Prima regola quando si intende acquistare un prodotto alimentare, è leggerne attentamente l’elenco degli ingredienti, obbligatorio per legge sull’etichetta. L’ordine in cui questi compaiono segue un ordine decrescente per quantità: questo significa che i primi ingredienti sono quelli che consumeremo in maggiore quantità. Verificando dunque la posizione occupata dagli ingredienti possiamo avere una prima stima della qualità di un prodotto rispetto ad un altro di prezzo diverso o uguale.

Leggere l’etichetta non è sempre semplice, il tranello è dietro l’angolo

Attenzione però ai tranelli per fuorviare i consumatori: molte ditte distribuiscono gli zuccheri e i grassi presenti, tra molti ingredienti, così che le quantità non compaiono ai primi posti nell’elenco.

Possiamo trovare, ad esempio, una lista che contiene una combinazione di saccarosio, fruttosio, zucchero di canna o destrosio senza che nessuno di essi sia presente tra i primi ingredienti elencati. In realtà se poi andiamo a far bene i conti, probabilmente quel prodotto contiene una percentuale di zuccheri più alta di quella dell’ingrediente in prima posizione. Se sulla confezione sarà invece presente la dicitura senza zuccheri aggiunti, tra gli ingredienti, non dovrete trovare nessun tipo di zucchero o altri prodotti con proprietà dolcificanti come miele, succo di mela o succo d’uva concentrati, malto di mais, sciroppo di riso.

Attenzione anche alle bibite “senza zucchero”, che contengono edulcoranti artificiali, particolarmente sconsigliati a bambini e donne in gravidanza.

Tra gli ingredienti rientrano anche gli aromi e qui occorre una precisazione: quando troviamo scritto genericamente “aromi” significa che si tratta di aromi artificiali, prodotti in laboratorio. Diversamente, se compare la dicitura “aromi naturali” si tratta di essenze, estratti, succhi ottenuti da materie vegetali.

Cosa sono invece gli additivi? Si tratta di sostanze (autorizzate dalla legge italiana solo per determinati alimenti e in quantità ben precise) presenti nella maggior parte degli alimenti.

Vengono utilizzati per prolungare il  tempo di conservazione (conservanti), migliorare il sapore (correttori d’acidità, esaltatori di sapidità, edulcoranti), l’aspetto (coloranti, antiossidanti) o la consistenza (emulsionanti, stabilizzanti, addensanti, gelificanti).

Di additivi, ne esistono centinaia e ad ognuno corrisponde una sigla (che può essere sostituita dalla dicitura esatta dell’additivo), costituita dalla lettera E e da un numero.

Le sigle da E100 a E199 indicano i coloranti, quelle da E200 in sù si usano invece per gli altri tipi di additivi.

Anche se autorizzati dall’Unione Europea, In linea generale, possiamo dire che minore è l’utilizzo degli additivi, più naturale e preferibile è il prodotto.

Non tutto è uguale, controllate bene l’etichetta

Prendiamo ad esempio i succhi di frutta, vi sembrerà che siano tutti uguali allineati nello scaffale ma in realtà non è così.

Un prodotto che apparentemente è uguale a quallo accanto, possono esserci molte differenze.

La dicitura succo infatti, indica che il prodotto contiene 100% succo di frutta. Mente la dicitura nettare indica una miscela di succo e polpa di frutta (min 50%) con aggiunta di acqua. Diversa ancora è la dicitura bevanda alla frutta, dove nella miscela la percentuale minima di frutta scende al 12%, mentre aumenta la percentuale di additivi necessari per aggiungere sapore e consistenza al prodotto.

Anche per gli alimenti integrali (pasta, crackers, fette biscottate e biscotti) serve controllare bene l’etichetta.

Infatti è difficile trovare pasta o biscotti interamente integrali: il più delle volte si tratta di farina raffinata con l’aggiunta di crusca o cruschello, oppure di una miscela di farine raffinate e una piccola percentuale di farina integrale.

Quando acquistate prodotti integrali, il mio consiglio è di sceglierli rigorosamente biologici.

I residui chimici utilizzati nell’agricoltura convenzionale, rimangono in maggiore quantità sulla parte esterna del chicco e quindi finireste per assumerli insieme al prodotto.

Seguendo questi semplici consigli, le etichette per voi non avranno più segreti e vivrete il momento della spesa in modo piacevole e soddisfacente.

Buona spesa a tutti!

 

Fonti: Europa foodaltroconsumononsprecaregreenme.it.

 

Il Contributor

Valeria Porru
Web Developer di professione, amo cucinare e mangiare, con una particolare attenzione ai cibi sani e di qualità. Frequentando alcuni corsi di Cucina Naturale, ho imparato che un’alimentazione il più possibile varia è un obiettivo fondamentale per arricchire la vita di sapore e mantenersi in salute. La felicità per me è il pane appena sfornato, verdure di stagione con cui sperimentare nuove ricette e una famiglia riunita a tavola, la mia.

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